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WARNING: PV /dev/sda5 in VG backupper-vg is using an old PV header, modify the VG to update.

Se si è aggiornato un sistema ad una recente versione della propria distro di fiducia e si utilizzava LVM per organizzare il filesystem, si potrebbe incappare in questo warning qua e là (me ne sono accorto durante un apt dist-upgrade):

WARNING: PV /dev/sda5 in VG backupper-vg is using an old PV header, modify the VG to update.

La soluzione è lanciare il comando:

sudo vgck --updatemetadata MIO_VOLUME_GROUP

dove MIO_VOLUME_GROUP è il nome del gruppo da aggiornare (quello su cui c’era il warning, nel mio caso backupper-vg).

In ogni caso potete ottenere la lista dei volume group tramite il comando:

sudo vgs

Quindi, riepilogando:

frasten@backupper:~$ sudo vgs
  WARNING: PV /dev/sda5 in VG backupper-vg is using an old PV header, modify the VG to update.
  VG           #PV #LV #SN Attr   VSize   VFree
  backupper-vg   1   2   0 wz--n- <15,00g 916,00m


frasten@backupper:~$ sudo vgck --updatemetadata backupper-vg
  WARNING: PV /dev/sda5 in VG backupper-vg is using an old PV header, modify the VG to update.
  WARNING: updating PV header on /dev/sda5 for VG backupper-vg.

Riavviate il sistema per sicurezza. 🥃

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rsync non funzionante su NAS Synology

Provando ad avviare rsync verso un NAS Synology, ed aumentando il livello di verbosità (-vvv), appare questo simpatico errore:

Permission denied, please try again.

Per qualche motivo questo messaggio appare se il path dell’eseguibile di rsync è diverso tra il server locale e il server remoto.

Server locale:

frasten@myserver:~$ which rsync
/usr/bin/rsync

Server remoto:

frasten@remoteserver:~$ which rsync
/bin/rsync

Per risolvere il problema, bisogna aggiungere l’opzione --rsync-path=REMOTE_PATH quando si chiama rsync:

rsync -av -e ssh --rsync-path=/bin/rsync src/ remoteHost:/dest
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Sapere quanti hardlink ha un file

Per sapere se un file ha altri hardlink che puntano allo stesso inode:

frasten@myserver:~$ ls -l
total 322324
-rw-r--r-- 1 frasten frasten      1044 Mar  7  2020 mypasswd
-rw-r--r-- 1 frasten frasten      1021 Mar  7  2020 passwd
-rw-rw-r-- 2 frasten frasten 165019648 Sep 12 23:27 robaccia
-rw-rw-r-- 2 frasten frasten 165019648 Sep 12 23:27 robahard
-rw-r--r-- 1 frasten frasten       677 Mar  7  2020 shadow

Basta guardare la seconda colonna, dopo la lista dei permessi, è il numero di hardlinks esistenti. Se vale 1, questo file è l’unica copia, altrimenti ce n’è un altro.

Questa cosa è utile perché ci fa capire che eliminare il file è “sicuro” (se si sa cosa si sta facendo), perché ce n’è almeno un’altra “copia” da qualche altra parte.

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Sh: One-liner per mostrare un errore ed uscire

Quando si esegue uno script in Bash, esso prosegue anche se uno dei comandi all’interno ha dato errore.

Spesso capita di voler controllare se un comando è stato eseguito con successo o è fallito, per poi mostrare un errore ed uscire.

Un metodo semplice e compatto per farlo è aggiungere dopo il comando questa parte dall’OR (||) in poi:

cat /etc/shadow || { echo "Fail!" 1>&2 ; exit 1; }

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read: Connection reset by peer con sshfs e NAS Synology

Cercando di montare il filesystem remoto di un NAS Synology tramite sshfs, mi sono imbattuto in questo errore:

read: Connection reset by peer

Ho provato ad aumentare il livello di verbosità:

sshfs -o sshfs_debug -o debug mioserver:/mio/path /mnt/mio/mount/path

ed appare questo errore:

subsystem request failed on channel 0

Il problema è che l’utente che utilizzo per connettermi via SSH deve avere il permesso per eseguire l’applicazione FTP nell’interfaccia web del Synology.

Entrare nel pannello di controllo, selezionare Utente:

Selezionare quindi l’utente che utilizziamo e scegliere Modifica.

Entrare nel tab Applicazioni, abilitare la checkbox su FTP nella colonna Consenti, ed infine confermare su OK:

E’ inoltre necessario abilitare il servizio SFTP. Entrare nel pannello di controllo e selezionare Servizi file:

Entrare nella tab FTP, abilitare la checkbox su Abilita servizio SFTP e confermare su Applica.

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Back to the future

Incredibilmente, dopo solo 9 anni, mi torna voglia di scrivere qualcosa su questo blog.

Il motivo principale è che mi rendo sempre più conto di non ricordarmi le cose, quindi questo blocco di appunti virtuale può tornare utile: soprattutto a me, ma nell’ottica open source qualcun altro potrebbe avere gli stessi miei problemi e trovare qualcosa di utile.

Oggi ho cercato di trovare una soluzione decente per creare un piano di backup basato su rsync ma che permettesse di avere multiple copie nel passato, ma magia: 🎆🧙 senza usare spazio inutile per i file non modificati.

Comincio ad elencare, uno per ogni articolo, i problemi che ho riscontrato e le soluzioni che ho trovato.

Ehi, nel 2020 ci sono gli emoji, è ora di utilizzarli! 🦄

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Luminosità webcam Sony Vaio VPCEB3S1E con Skype su Ubuntu

Da quando ho questo PC ho riscontrato un fastidioso problema: la webcam utilizzata sotto Ubuntu Natty (non ricordo con le precedenti) è decisamente buia.

La soluzione per me è stata:

sudo apt-get install uvcdynctrl
uvcdynctrl -s "Exposure, Auto Priority" 1

Questo però è un fix temporaneo, quindi mi son creato uno script che esegue l’ultimo comando, in modo da sistemare la luminosità della webcam quando la utilizzo. Se dovessi trovare un fix definitivo aggiornerò questo articolo.

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Faenza: icona per messaggi non letti

Ho da qualche mese installato il bellissimo tema di icone Faenza (qui le istruzioni per il PPA), ma da quando sono passato a Natty mi è sorto un piccolo problema.

Quando ricevevo messaggi con Maverick e precedenti, avevo la classica iconcina lampeggiante di Pidgin che mi segnalava la presenza di messaggi non letti. Questo è importante per me perché di solito disabilito le notifiche quando sono impostato su “occupato”, in modo da non essere disturbato ogni 30 secondi da un popup che segnala l’accesso di qualcuno.

Il problema è che da Natty Pidgin è integrato nel famoso message menu, ovvero l’iconcina a forma di busta in alto a destra, per chi non lo conoscesse. E il tema Faenza ha un’icona grigia, carina ma che non risalta affatto nel menu, e quindi non coglie di certo la mia attenzione.

Soluzione:

Prima e dopo la cura

Ho deciso di utilizzare l’icona azzurra del tema Ubuntu Mono Dark, incluso di default. Ecco i passi:

cd /usr/share/icons/Faenza-Dark/status/22
sudo mv indicator-messages-new.png indicator-messages-new.png_back
sudo ln -s /usr/share/icons/ubuntu-mono-dark/status/22/indicator-messages-new.svg
sudo gtk-update-icon-cache -f /usr/share/icons/Faenza-Dark/
killall gnome-panel

(Nota: io utilizzo Faenza Dark perché si sposa bene con il tema Ambiance, se utilizzate un’altra variante di Faenza adattate il tutto con un minimo sforzo mentale! :-/ )

Importante: purtroppo ad ogni aggiornamento di Faenza dovrete ripetere questa procedura.

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Tasto Alt, Timbro Clone, Photoshop e Virtualbox

Giusto un rapidissimo post che mi servirà da promemoria futuro.
Ho sempre avuto problemi con Photoshop eseguito in una macchina virtuale di Windows XP in Virtualbox e lo strumento “timbro clone“.
Infatti bisognerebbe innanzitutto selezionare il punto sorgente premendo il tasto Alt e cliccando sulla zona, ma sotto linux questo tasto è associato di default allo spostamento delle finestre (Alt + drag&drop le sposta).

La soluzione è premere in Photoshop: Super(il tasto windows)+Alt+Click, invece del classico Alt+Click.

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udevadm trigger is not premitted while udev is unconfigured.

Oggi sul serverino mi è apparso questo simpatico errore al riavvio:

udevadm trigger is not premitted while udev is unconfigured.

Di conseguenza l’hard disk non veniva nemmeno letto, e quindi addio boot.

Ho letto che potrebbe essere stato causato dalla incompleta installazione di qualche pacchetto (tipicamente qualche kernel) che non va ad eseguire update-initramfs, piantando così il sistema.

Ho quindi seguito la mia procedura per il ripristino del sistema, e una volta entrato con chroot ho dato questi comandi:

sudo dpkg --configure -a
sudo update-grub
sudo update-initramfs -u

Non so di preciso quale abbia fatto la magia, ma tanto nessuno di questi fa danni, quindi nessun problema a sperimentare.

Fatto sta che riavviando ecco il sistema funzionante! 🙂