Diecimila!

Ebbene, oggi ecco che Polpoino Droidi raggiunge le 10.000 (quanti zeri!) visite.

10.000

Sono su piattaforma WordPress dal 10/12/2007, quindi sono passati 5 mesi e mezzo.

Ringrazio di cuore tutti quelli che sono passati, ed hanno lasciato il loro contributo, sempre apprezzato, su queste pagine virtuali.

L’impennata di visite l’ho avuta grazie ai plugin per WordPress che ho sviluppato, quindi il mio grazie va anche a questa efficiente piattaforma di Blogging.

Grazie a tutti.

Nuova favicon per Google

Mi sono appena accorto che la Favicon di Google è cambiata:

Google Favicon

Che ne pensate? Quella nuova è una png che supporta quindi la trasparenza, e sembra integrarsi molto meglio nell’ottimo Firefox 3.

La vecchia in effetti era piuttosto old-style… Che questa lettera minuscola lanci un nuovo stile sul web?

Il mio blog sarà pd.

Che per gli affezionati ha anche un altro e ben noto significato.

Installare W3C XHTML Validator 0.8.2 su Ubuntu

Il W3C Validator è un programma che consente di controllare se il codice (X)HTML delle proprie pagine è valido e rispetta gli standard. Nasce come servizio web gratuito, ma può risultar comodo e molto più rapido installarlo sulla propria macchina per utilizzarlo in locale (magari offline), o all’interno della propria LAN.

Ubuntu Linux contiene all’interno dei propri repository il pacchetto w3c-markup-validator, ma purtroppo è una versione decisamente vecchia, la 0.7.4 (su Hardy Heron), mentre l’attuale 0.8.2/0.8.3 è molto più piacevole esteticamente, e funziona molto bene.

Ecco quindi un tutorial per installarlo sulla nostra Ubuntu box.

Installiamo le dipendenze, aprendo un terminale e dando:

sudo apt-get install opensp libosp-dev libapache2-mod-perl2 cvs apache2

Scarichiamo i sorgenti dal repository di sviluppo CVS:

cvs -d:pserver:anonymous@dev.w3.org:/sources/public login

Chiederà una password, inseriamo anonymous

cvs -z3 -d:pserver:anonymous@dev.w3.org:/sources/public co -P validator
sudo perl -MCPAN -e "install Bundle::W3C::Validator"

Partirà una configurazione, armatevi di pazienza, date sempre invio, eccetto quando chiede continente e nazione (utilizzati per utilizzare i server più vicini). Quando avrà finito, perl si chiuderà automaticamente, mostrandovi il prompt.

cd validator
sudo mkdir -p /usr/local/validator
sudo cp -R htdocs /usr/local/validator/
sudo cp -R httpd/cgi-bin /usr/local/validator/
sudo cp -R share /usr/local/validator/
sed "s/w3c-validator/validator/" httpd/conf/httpd.conf > validator.conf
sudo mv validator.conf /etc/apache2/conf.d/
sudo mkdir -p /etc/w3c
sudo cp /usr/local/validator/htdocs/config/* /etc/w3c/

Ora dobbiamo modificare la configurazione per permettere al validatore di validare anche pagine locali (non solo sul web):

sudo gedit /etc/w3c/validator.conf

Andiamo a riga 51, e modifichiamo la riga così:

Allow Private IPs = yes

Salviamo e chiudiamo gedit.

Torniamo al nostro terminale:

sudo a2enmod expires
sudo a2enmod include
sudo a2enmod proxy

Riavviamo il webserver apache:

sudo apache2ctl graceful

Ecco il nostro validator ora disponibile all’indirizzo http://localhost/validator/ .

Verificare problemi di NAT

Se volete mettere in piedi un server ma siete dietro ad un router che vi natta (ovvero maschera tutti gli apparati della tua rete, che appariranno all’esterno con un unico indirizzo IP), potreste aver bisogno di verificare se dall’esterno il vostro server è raggiungibile.

In questo modo potete controllare se avete configurato correttamente il port forwarding sul vostro router.

Ho trovato un comodo servizio per far questo:

https://www.grc.com/x/portprobe=80

Sostituite 80 (ovvero la porta HTTP) con il numero della porta TCP che volete verificare, e il servizio dirà se la porta è aperta oppure no.

Ebook gratis su Photoshop

La SitePoint permetterà per i prossimi 30 giorni di scaricare gratuitamente l’ottimo e-book “The Photoshop Anthology: 101 Web Design Tips, Tricks & Techniques“, 278 pagine in formato pdf, che di solito costerebbe 29,95$.

Lo potete scaricare gratuitamente nella versione ad alta risoluzione (64MB), o in quella a bassa risoluzione (23MB).

UPDATE: periodo di download terminato, spero ne abbiate usufruito! :-)

Per mostrare il vostro apprezzamento, vi consiglio andare sul sito del loro sponsor, mi sembra il minimo da fare, visto che è tutto gratis (anche un vostro click lo è!).

Acer Aspire 1640, Modem e Ubuntu Hardy

Il modem in questione (con chipset Conexant) funziona sotto Ubuntu Hardy, oltretutto è lo stesso (mi sembra) del mio portatile, ora in assistenza, quindi ci sono buone possibilità che funzioni.

Avevo avuto grossi problemi nel cercare di farlo funzionare sotto Gutsy.

I driver sono i Linuxant (che sarebbero a pagamento ma Dell li mette a disposizione in versione OEM, comunque senza il limite dei 14kb/s) per Ubuntu a 32bit, e li potete trovare sul sito della Dell.

Per altre architetture potete scegliere quello che più vi si addice.

Pidgin Smilies Package

English:

Now you can download the smilies theme that I use on this WordPress Blog.

The icons come from Pidgin, the great instant messaging software.

Installation

  1. If you haven’t yet, install Smilies Themer plugin (download .zip archive, extract the contents into the folder /wp-content/plugins/, activate the plugin inside your wordpress admin page)
  2. Download my Pidgin Theme package below;
  3. Go to Settings –> Smilies Themer, choose the “Pidgin” theme, and click on Update settings.
  4. Optionally you can install my Smilies Themer Toolbar plugin, to easily add custom smilies to comments.
Italiano:

Potete finalmente scaricare il pacchetto di smilies che utilizzo in questo blog su WordPress.

Le icone sono quelle di default nell’ottimo programma di messaggistica istantanea Pidgin, che consiglio a tutti.

Installazione:

  1. Se non l’avete ancora fatto, installate il plugin Smilies Themer (scaricate il file .zip, estraetene il contenuto nella cartella /wp-content/plugins/, e attivate il plugin nella pagina di amministrazione)
  2. Scaricate qui sotto il mio pacchetto Pidgin Theme, ed estraete la cartella pidgin nella directory /wp-content/plugins/smilies-themer.
  3. Andate su Impostazioni –> Smilies Themer, selezionate il tema “Pidgin”, e clickate su Aggiorna opzioni.
  4. Opzionalmente potete installare il mio plugin Smilies Themer Toolbar per permettere ai visitatori di inserire con facilità gli smilies nei commenti.


Download Pidgin Theme

You can also download the whole set of icons that come with pidgin. Please vote for the ones you like most (through the comments in this post), and the ones you dislike.

Metto anche a disposizione l’archivio completo di tutte le icone di pidgin: siete caldamente invitati a votare (attraverso i commenti di questo post) per quelle che preferite, e segnalare quelle che non vi piacciono.

Hard Disk LaCie USB2.0 - 1TB

La mia sfiga con gli hard disk esterni è leggendaria. La lunga schiera di bestemmie scagliate contro il vostro dio si perde ormai nel lento scorrere del tempo.

Possiedo un ottimo hard disk western digital da 500gb, pagato tipo un cazzo ma silenziosissimo e piuttosto veloce.

Ma siccome non mi piacciono le cose che funzionano bene, decido di complicarmi la vita.

Western Digital Elements 500GB

Il problema è che era formattato in FAT32, per renderlo accessibile anche da sistemi operativi più svantaggiati (leggi windows), tuttavia questo sistema di partizionamento ha l’enorme svantaggio di non poter gestire files con dimensioni > 4 GB. E siccome io voglio fare backup del mio pinguino, ho bisogno di molto più spazio in un file solo.

Quindi opto per convertirla in NTFS. Crash totale? No, fortunatamente non in questo passo.

Problemi: il sistema di gestione dei filesystem NTFS sotto linux è ancora una ciofeca, utilizza tantissimo processore. E quando la dimensione dei files aumenta, le prestazioni in scrittura scendono esponenzialmente, arrivavo a 200kB/s in scrittura, una merda.

Quindi decido di ridimensionare l’unica partizione in modo da averne una NTFS e un’altra in ext3 (nativa linux, e quindi molto più performante).

gparted: FAILED!

partition magic: FAILED PIU’ DANNI ALLA TABELLA DELLE PARTIZIONI!

Ottimo. Amo l’informatica.

Grazie ad un programma di nome Recover My Files vedo che i dati sono recuperabili. Il problema è che non ho spazio materiale per salvare il tutto. Quindi spargo i pezzi dei files recuperati per tipo 5 hard disks su 3 computer diversi, non recuperando comunque tutto.

A questo però succede un bel casino: il mio Acer 5920 ha parecchi problemi che mi porto dietro da mesi:

  • Il pannello LCD ha evidenti problemi di retroilluminazione, in pratica “lampeggia”, fatto che mi porta a bestemmiare parecchio, affaticare la vista, ed in futuro porterà all’epilessia o ad un raptus in cui mi trasformerò in super sayan di 4° livello, uccidendo tutti.
  • Il tasto destro del touchpad fa sempre contatto “on”, quindi appare sempre premuto e NON funziona. (fortunatamente sotto linux ho mappato il tasto destro su un altro tasto dello scroll.
  • Da ieri il cavo di alimentazione si surriscalda dopo 10 secondi dall’inserimento, diventando bollente e quasi molle!!!

Tutto questo mi obbliga a portarlo in assistenza, visto che è ancora in garanzia. Non l’ho fatto prima perchè utilizzo il pc per lavoro, suonare, fare il caffè e cercare soluzioni al buco dell’ozono. Ma ora è giunto il momento. E su questo pc ho molti dati da salvare su un altro dispositivo esterno, che non ho. (e non voglio piallare il vecchio hard disk di cui ho parlato prima, finchè non ho salvato tutto).

Quindi acquisto un Maxtor da 750GB a 139€, all’UniEuro.

Maxtor 750GB

Questa MERDA, ogni 5 minuti di trasferimento prolungato, mi da un errore sul bus USB, e quindi annulla il trasferimento, mi procura bestemmie, e perde i dati che aveva in cache non ancora scritti, scrivendo files a metà.

Ci riprovo da vari pc (su Ubuntu e altri 2 pc con winxp), stessi problemi.

Quindi lo riporto indietro. E siccome (fortunatamente) non ne hanno più, mi propongono in alternativa un LaCie da 1TB, a 60euro in più ovviamente.

LaCie

Sembra funzionare bene per ora, ha un bel case rigido (non plasticoso come il Maxtor), spartano, pesante e massiccio, e la LaCie di solito è nota per fare ottimi hard disk esterni.

A giudicare dal peso, dalla larghezza e dal fatto che sulle specifiche la memoria Cache è segnata come 2×8MB, credo che contenga 2 hard disk da 500, probabilmente in RAID.

Ha una ventola per il raffreddamento dell’unità (fortunatamente si attiva solo quando c’è temperatura troppo alta), ottima cosa per prolungarne la vita.

Che sia la volta buona?

Brainspawn forte e metronomo

razie alle domande di Alvaro, ecco un semplice howto per utilizzare il metronomo con forte, un ottimo programma per suonare live con i VST (virtual instruments).

Innanzitutto dobbiamo scaricare il plugin metrobus, e dobbiamo estrarre tutto il contenuto dell’archivio nella cartella C:\Programmi\VSTPlugins\

Apriamo forte e il nostro rack preferito, ed aggiungiamo un bus (cliccando sul pulsante ADD di destra, sotto BUS). Dal menu a discesa selezioniamo l’uscita della nostra scheda audio sulla quale vogliamo mettere il click (clickare sull’immagine per ingrandire):

Volendo possiamo dare un nome a questo bus, tipo Metronomo, cliccando sul nome e cambiandolo.

Facciamo tasto destro con il mouse sulla zona degli inserts (vedi immagine), e selezioniamo il plugin Metrobus (potreste trovarlo sotto New Plugins, oppure Inserts 1):

Dovreste quindi avere una situazione del genere:

Facciamo doppio click sul metrobus, dobbiamo fare una cosa al primo avvio (e solo al primo, non vi preoccupate!):

Clickiamo sul quadratino a sinistra di “Click.wav”, e selezioniamo il file Click.wav contenuto nella cartella C:\Programmi\VSTPlugins\Metrobus\ e selezioniamo OK.

Ora chiudiamo pure la finestrella di Metrobus, e clickiamo sul metronomo (a destra sulla maschera di forte), si apre questa finestra:

Qua possiamo configurare varie cose:

  • il tempo della scena
  • da che porta seguire il MIDI Clock (per esempio la mia Triton LE ha il sequencer interno, e quindi mi genera un midi clock che forte segue)
  • i CC MIDI da utilizzare per modificare velocità (con uno slider), aumento o decremento di BPM (con un pulsante configurabile sulla nostra Master Keyboard), Tap Tempo (anch’esso tramite pulsante configurabile)

Io personalmente utilizzo il pulsante del tap tempo integrato sulla Triton LE, che da il tempo alla tastiera stessa e questo si riflette in forte tramite il MIDI clock.

Ultimo passo, colleghiamo l’uscita che abbiamo scelto per il metronomo ad un pre per cuffie o simili (se ne trovano di economici, ed hanno un controllo volume, comodo per lasciare un po’ di libertà al batterista!).

Se abbiamo comunque necessità di settare il volume del click, possiamo utilizzare il normale fader sulla sinistra del nostro BUS del Metronomo.

Come disattivare il firewall su Ubuntu Linux

Visto che dalle ricerche che gli utenti fanno per finire sul mio blog appare spesso questo dilemma, vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Come togliere il firewall su Ubuntu?

Prima di tutto aprite il terminale (Applicazioni -> Accessori -> Terminale)

Ed inserite questo comando (è importante scriverlo ESATTAMENTE come qui riportato):

echo j49dt84ksod903ksKJSkaq09k > /dev/null

Poi premete invio.

Ripeto, è di fondamentale importanza copiarlo esattamente così come lo trovate qui sopra.

Fatto?

Bene, ora il vostro firewall è disabilitato.

Ehi ma… non ci spieghi nemmeno cosa hai fatto?

Semplice, il comando qui sopra non fa un bel niente, era per divertirmi un po’ alle vostre spalle :-D .

Di default, Ubuntu è senza firewall attivo.

Lo potete verificare dall’output del seguente comando:

sudo iptables -L -n

Le tre catene di INPUT, OUTPUT e FORWARD sono impostate tutte su ACCEPT, ovvero fai passare tutto.

Se quindi avete cercato informazioni su questo problema probabilmente la causa è da qualche altra parte, tipo nel forwarding delle porte sul vostro router.

Mentre invece se queste regole vi sembrano un po’ troppo permissive o siete maniaci della sicurezza, potete leggere qualche nota che ho scritto tempo fa a riguardo.