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Convertire le emoticons da Pidgin a Emesene

Banana Joe!!!

Banana Joe!!!

Avete delle emoticons personalizzate in Pidgin ma volete provare emesene, mantenendo le vecchie emoticons costate ore di conversazioni con bimbiminkia?

Nessun problema!

Ho scritto uno script che automatizza questo compito. Scaricatelo eseguendo questo comando:

wget http://polpoinodroidi.com/download/plugins/emotes_pidgin2emesene.php
chmod +x emotes_pidgin2emesene.php

Poi installiamo questo pacchetto, necessario per il funzionamento:

sudo apt-get install php5-cli

Ed infine eseguiamo lo script!

./emotes_pidgin2emesene.php tuonome@live.it

sostituendo ovviamente il vostro contatto MSN al posto di tuonome@live.it.

Servire freddo. (D)

Recovery di un sistema che non si avvia

Se per caso vi capitasse di dover recuperare una distro che non si avvia, basta avviare il pc da un CD di installazione live, o ancora meglio da una chiavetta USB live (ancora più veloce), montare da qualche parte la partizione root del vostro hard disk e dare i seguenti comandi in un terminale:

chroot /percorso/dove/abbiamo/montato/la/nostra/root
rm /dev/null
mount -a

I due ultimi comandi servono per evitare errori che possono comparire successivamente.

Poi eseguite ciò che vi serve di fare, come se foste dentro al vostro PC, tipicamente questa procedura serve per ripristinare un kernel oppure risolvere pesanti incasinamenti con le dipendenze dei pacchetti (a me è successo).

Altri problemini e risoluzioni per Ubuntu Jaunty

Alcuni altri problemini che mi si sono presentati su Ubuntu Jaunty.

Icona degli aggiornamenti mancante

A quanto pare è una cosa voluta!!! Leggo e traduco:

  • Quando ci sono aggiornamenti di sicurezza, il Gestore Aggiornamenti si aprirà e li mostrerà (oltre ad eventuali altri aggiornamenti disponibili) entro un giorno.
  • Quando ci sono aggiornamenti non di sicurezza, il Gestore Aggiornamenti si aprirà e li mostrerà una settimana dopo che è stato aperto l’ultima volta (sia nel caso in cui sia stato aperto manualmente che automaticamente, e a prescindere dal fatto che siano stati installati degli aggiornamenti, quella volta).
  • Quando non ci sono aggiornamenti disponibili, il Gestore Aggiornamenti non si aprirà automaticamente.

La soluzione per tornare al vecchio comportamento è dare in un terminale:

gconftool -s --type bool /apps/update-notifier/auto_launch false

Le nuove notifiche hanno un lampeggiamento in uscita (o in entrata)

Questo perché l’effetto dissolvimento è codato nel codice di libindicator, e quindi entra in conflitto con il relativo effetto di compiz.

Per risolvere, installare ccsm, avviarlo (Sistema -> Preferenze -> Gestore Configurazione CompizConfig), andare su Animazioni, Animazione di chiusura (poi ripetere i seguenti passi anche con Animazione di apertura), Andare sull’eventuale riga che cita Dissolvenza e il cui type comprenda Notification, modificare tale regola ed aggiungere alla fine questo:

& !(title=notify-osd)

Salvare e provare.

Firefox, errore nssessionstore NS_ERROR_NOT_AVAILABLE

Da ormai 2 anni un problema mi affliggeva: firebug segnalava i seguenti errori, in ogni pagina:

[Exception... "Component is not available" nsresult: "0x80040111 (NS_ERROR_NOT_AVAILABLE)" location: "JS frame :: file:///usr/lib/firefox-3.0.7/components/nsSessionStore.js :: sss_saveState :: line 1909" data: no]

[Exception... "Illegal value" nsresult: "0x80070057 (NS_ERROR_ILLEGAL_VALUE)" location: "JS frame :: file:///usr/lib/firefox-3.0.7/components/nsSessionStore.js :: sss_saveState :: line 1909" data: no]

In pratica è dovuto al fatto che la sessione, in seguito ad uno dei tanti crash del browser, si era corrotta. Il problema è che non c’erano solo questi fastidiosi errori, ma la sessione si salvava SOLO se chiudevo regolarmente il browser, mentre se crashava addio tab aperte.

Ora, grazie ad un commento su un blog, ho finalmente trovato la soluzione, e creato una patch che risolve il problema.

Procedimento

Installiamo (se non ce l’abbiamo già) il programma patch:

sudo apt-get install patch

Eseguiamo in un terminale i seguenti comandi:

cd /usr/lib/firefox-3.0.7/components
wget http://polpoinodroidi.com/download/plugins/firefox-ns-error.patch -O- | sudo patch -p1

Nei comandi qui sopra, sostituite 3.0.7 con il numero di versione del vostro Firefox.

Riavviate firefox e sorridete alla vita. (D)

IMPORTANTE: dovete ripetere il procedimento ad ogni aggiornamento di firefox che farete (a meno che non correggano direttamente loro questo bug).

Pidgin 2.6.0: primo tema!

Dopo aver spippolato tutto il pomeriggio sul codice di Pidgin, son finalmente riuscito a creare un tema per la buddy list (se avrò voglia anche per il resto).

Il tema per pidgin, con tanto di pubblicità occulta al blog del PiccyRed!

Il tema per pidgin, con tanto di pubblicità occulta al blog del PiccyRed!

Lo potete scaricare e provare, non è stato creato per essere carino, ma solo per capire e far capire come creare un tema.

Ho creato un tema con tutti i possibili parametri, commentando ogni parte, in modo che possa essere utile a chi vuole imparare.

Una volta scaricato, date i seguenti comandi:

mkdir -p ~/.purple/themes
tar zxvf frastentheme.tar.gz -C ~/.purple/themes/frastentheme/

Note per chi fosse interessato:

A dire il vero speravo in una migliore possibilità di personalizzazione, in realtà ho solo pochissime cose.

Pidgin cerca i temi nelle seguenti cartelle:

~/.purple/themes
~/.local/themes
/usr/local/share/themes
/usr/share/themes

Nella cartella:

~/.purple/themes/<NOMETEMA>/purple/

avrò una o più di queste sottocartelle:

  • sound (non va, devo capire come mai)
  • status-icon
  • blist (quella che interessa a noi, per il momento)

Per ognuno di questi, chiama un loader (e quindi parser) differente.

Per la sezione BLIST (buddylist) del tema, devo avere un file chiamato theme.xml nella cartella blist.

Quindi, riassumendo, posso creare un tema creando il seguente file:

~/.purple/themes/<NOMETEMA>/purple/blist/theme.xml

seguendo lo schema del tema allegato a questo post.

Antialias di gnome-terminal e programmi QT4

Sono passato da pochi giorni ad Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, ma il più grande salto è stata la migrazione alla versione 64bits.
Avendo letto commenti non molto positivi qua e là sui forum ero abbastanza scettico riguardo alla 64bits, ma grazie alla testimonianza a dir poco entusta del mio amico Pedro ho deciso di fare questo passo.
I risultati sono decisamente ottimi: il sistema è molto più fluido rispetto a prima… se l’avessi saputo!!!

Comunque scrivo questo post per la soluzione ad un problema che mi si è presentato: l’antialias (e l’hinting) dei caratteri con gnome-terminal e i programmi che girano grazie alle QT4 sotto Gnome.
Io ho settato l’antialias per visualizzare perfettamente i caratteri con il mio schermo:

Dettagli sulla visualizzazione dei caratteri.

e i caratteri delle finestre sono ok, MA alcune applicazioni come gnome-terminal e appunto quelli che girano con le QT (qjackctl, virtualbox, skype…) apparivano sfocati o comunque da schifo.

La soluzione nel mio caso è racchiusa in questi comandi:

cd /etc/fonts/conf.d
sudo rm 10-hinting-medium.conf
sudo rm 10-no-sub-pixel.conf
sudo ln -s ../conf.avail/10-hinting-full.conf

Attendere qualche secondo per concedere a Gnome di riprendersi, agitare bene e servire freddo. (D)

4 cose che non sapevo di SVN

Ecco cosa ho scoperto di nuovo subversion (SVN):

Come creare un branch
svn cp trunk branches/nome_branch
Come riunire un branch nel trunk

prima di tutto entrare nella cartella del branch (cd branches/nome_branch), poi scopriamo la revisione alla quale è stato creato:

svn log --stop-on-copy

e segnamoci la revisione XXXX.

Spostiamoci nel trunk e uniamo:

svn merge -rXXXX:HEAD ../branches/nome_branch
Ignorare dei files

…in modo che SVN (e per esempio client come rapidSVN) non li tenga in considerazione:

svn propset svn:ignore nomefile .
Se abbiamo un conflitto al momento del commit
svn up

Caso 1: voglio tenere la versione nel repository ed ignorare le modifiche locali:

svn revert nomefile

Caso 2: ho una situazione più complessa e devo agire a mano:

Modificare il file che creava conflitto, unendo le modifiche e decidendo manualmente come comportarsi, ed eliminando i caratteri strani (es. >>>>>>>) che mette SVN, salvare, e:

svn resolved nomefile

Infine, in entrambi i casi:

svn ci -m "Effettuata la modifica"

Installare W3C XHTML Validator 0.8.5 su Ubuntu

Update 02/12/09: aggiornata la guida per Karmic Koala

Il W3C Validator è un programma che consente di controllare se il codice (X)HTML delle proprie pagine è valido e rispetta gli standard. Nasce come servizio web gratuito, ma può risultar comodo e molto più rapido installarlo sulla propria macchina per utilizzarlo in locale (magari offline), o all’interno della propria LAN.

Ubuntu Linux contiene all’interno dei propri repository il pacchetto w3c-markup-validator, ma purtroppo è una versione decisamente vecchia, la 0.7.4 (su Karmic Koala), mentre l’attuale 0.8.5 è molto più piacevole esteticamente, e funziona molto bene.

Ecco quindi un tutorial per installarlo sulla nostra Ubuntu box.

Installiamo le dipendenze, aprendo un terminale e dando:

sudo apt-get install opensp libosp-dev libapache2-mod-perl2 cvs apache2 libjson-perl

Scarichiamo i sorgenti dal repository di sviluppo CVS:

cvs -d:pserver:anonymous@dev.w3.org:/sources/public login

Chiederà una password, inseriamo anonymous

cvs -z3 -d:pserver:anonymous@dev.w3.org:/sources/public co -P validator
sudo perl -MCPAN -e "install Bundle::W3C::Validator"

Partirà una configurazione, armatevi di pazienza, date sempre invio, eccetto quando chiede continente e nazione (utilizzati per utilizzare i server più vicini). Quando avrà finito, perl si chiuderà automaticamente, mostrandovi il prompt.

cd validator
sudo mkdir -p /usr/local/validator
sudo cp -R htdocs httpd/cgi-bin share /usr/local/validator/
sed "s/w3c-validator/validator/" httpd/conf/httpd.conf > validator.conf
sudo mv validator.conf /etc/apache2/conf.d/
sudo mkdir -p /etc/w3c
sudo cp /usr/local/validator/htdocs/config/* /etc/w3c/

Ora dobbiamo modificare la configurazione per permettere al validatore di validare anche pagine locali (non solo sul web):

sudo gedit /etc/w3c/validator.conf

Andiamo a riga 59, e modifichiamo la riga così:

Allow Private IPs = yes

Salviamo e chiudiamo gedit.

Torniamo al nostro terminale:

sudo a2enmod expires
sudo a2enmod include
sudo a2enmod proxy

Riavviamo il webserver apache:

sudo apache2ctl graceful

Ecco il nostro validator ora disponibile all’indirizzo http://localhost/validator/ .

Ebook gratis su Photoshop

La SitePoint permetterà per i prossimi 30 giorni di scaricare gratuitamente l’ottimo e-book “The Photoshop Anthology: 101 Web Design Tips, Tricks & Techniques“, 278 pagine in formato pdf, che di solito costerebbe 29,95$.

Lo potete scaricare gratuitamente nella versione ad alta risoluzione (64MB), o in quella a bassa risoluzione (23MB).

UPDATE: periodo di download terminato, spero ne abbiate usufruito! :-)

Per mostrare il vostro apprezzamento, vi consiglio andare sul sito del loro sponsor, mi sembra il minimo da fare, visto che è tutto gratis (anche un vostro click lo è!).

Brainspawn forte e metronomo

razie alle domande di Alvaro, ecco un semplice howto per utilizzare il metronomo con forte, un ottimo programma per suonare live con i VST (virtual instruments).

Innanzitutto dobbiamo scaricare il plugin metrobus, e dobbiamo estrarre tutto il contenuto dell’archivio nella cartella C:\Programmi\VSTPlugins\

Apriamo forte e il nostro rack preferito, ed aggiungiamo un bus (cliccando sul pulsante ADD di destra, sotto BUS). Dal menu a discesa selezioniamo l’uscita della nostra scheda audio sulla quale vogliamo mettere il click (clickare sull’immagine per ingrandire):

Volendo possiamo dare un nome a questo bus, tipo Metronomo, cliccando sul nome e cambiandolo.

Facciamo tasto destro con il mouse sulla zona degli inserts (vedi immagine), e selezioniamo il plugin Metrobus (potreste trovarlo sotto New Plugins, oppure Inserts 1):

Dovreste quindi avere una situazione del genere:

Facciamo doppio click sul metrobus, dobbiamo fare una cosa al primo avvio (e solo al primo, non vi preoccupate!):

Clickiamo sul quadratino a sinistra di “Click.wav”, e selezioniamo il file Click.wav contenuto nella cartella C:\Programmi\VSTPlugins\Metrobus\ e selezioniamo OK.

Ora chiudiamo pure la finestrella di Metrobus, e clickiamo sul metronomo (a destra sulla maschera di forte), si apre questa finestra:

Qua possiamo configurare varie cose:

  • il tempo della scena
  • da che porta seguire il MIDI Clock (per esempio la mia Triton LE ha il sequencer interno, e quindi mi genera un midi clock che forte segue)
  • i CC MIDI da utilizzare per modificare velocità (con uno slider), aumento o decremento di BPM (con un pulsante configurabile sulla nostra Master Keyboard), Tap Tempo (anch’esso tramite pulsante configurabile)

Io personalmente utilizzo il pulsante del tap tempo integrato sulla Triton LE, che da il tempo alla tastiera stessa e questo si riflette in forte tramite il MIDI clock.

Ultimo passo, colleghiamo l’uscita che abbiamo scelto per il metronomo ad un pre per cuffie o simili (se ne trovano di economici, ed hanno un controllo volume, comodo per lasciare un po’ di libertà al batterista!).

Se abbiamo comunque necessità di settare il volume del click, possiamo utilizzare il normale fader sulla sinistra del nostro BUS del Metronomo.