Bravi, facciamo qagare

I Radiohead hanno deciso di qonfidare nell’intelligenza del popolo di Internet, qome leggiamo qi, il qale ha ben pensato di dimostrare qello qe in realtà è:

In pratiqa, hanno messo a disposizione tramite download elettroniqo il loro album “In Rainbows“, qiedendo alla gente di qontribuire qon un’offerta a propria scelta.
Un plauso ai Radiohead. Vogliono dimostrare qe le persone possono avere una qoscienza, pagando qello qe ritengono il prezzo opportuno per un album. D’altra parte ci lamentiamo sempre (giustamente) del prezzo elevato dei cd…
Orbene, qale sarebbe qindi il prezzo qorretto per un album, qonsiderando lo sforzo qreativo, qompositivo, e tutto il resto?

Si, zero. Per il 62% degli sqariqatori, zerissimo di niente di un qazzo.
Farà proprio qosì qagare qell’album? O forse fanno qosì qagare le persone?
Riflettiamoci.

4 pensieri su “Bravi, facciamo qagare”

  1. Bravo!

    La musica è una forma d’arte, e l’arte è, e deve essere, autoconsistente. Gli artisti musicali guadagnano già abbastanza con i concerti e la pubblicità.

    Tutto il resto serve solo ad ingrassare le major discografiche e a mantenere i capricci di quel trojone di Britney Spears.

  2. Che argomento toccante…

    Sono stato musicista, non in un’altra vita ma in passato e posso assicuravi che i prezzi dei cd (tutti intorno alla 20 di euro) è assolutamente esagerato. Iniziamo con il dibaddere della fantastica SIAE (Società Italiana Artisti ed Editori):

    1. La SIAE nasce nel 1882. Viene fondata a Milano in forma tipicamente associativa come “Società degli autori”, voluta principalmente da scrittori, musicisti, editori e autori allo scopo di promuovere e salvaguardare la tutela del “Diritto D’Autore”.

    2. Tra il 1896 e il 1929, la società si trasforma pian piano in organizzazione che opera [b]espressamente in campo economico[/b], prefigurando il suo ruolo di intermediazione tra autori ed esecutori.

    3. Nel 1999, il decreto legislativo 419 la definisce ente pubblico a base associativa. (si esatto, hai capito bene, Associazione a Scopo di Lucro)

    fonte wikipedia.

    Anni fà mi recai in Repubblica Ceca, usciva l’ultimo album dei Rammstein e la settimana prima di partire ero passato dal solito mediastore per effettuare l’acquisto. Quando vidi il prezzo per 10 tracce circa (22Euro) rimasti esterefatto e mi congedai. A Praga entrai in un immenso negozio, rimasi con gli occhi a stellina per circa un’ora di fronte allo scaffale Metal, lungo circa 20 metri!
    Trovai il CD che poco prima stavo per acquistare in Italia, senza bollino SIAE, all’onestissimo prezzo di 11 euro (la metà esatta) e l’edizione cofanetto a 22 euro (non parlo delle copie legali che si trovano nei paesi nell’est europa, ma di cd originali e confezionati).

    Andiamo ora a noi giovani musicisti…

    In quello stesso periodo era un appassionato bassista e giravo per Catania a suonicchiare con il mio gruppo di amici. Ancora ricordo la prima serata, non ci interessava l’essere pagati, ma solo divertirci e far divertire gli altri. La serata si svonse egreggiamente tra vari ritmi Funky dei red hot chilli peppers (ovviamente i vecchi red, non i nuovi red pop) fino a quando, a fine serata, si presenta un signore in giacca e cravatta. Avevo 21 anni e gli altri membri del gruppo anche meno, la SIAE ci rubò 50 euro. Adesso se io riproduco i brani di un gruppo sono d’accordo che il gruppo venga pagato secondo i diritti d’autore, ma di fatto solo la SIAE si è arricchita… a voi i commenti e spero di avere aperto una finestra sul Do It Yourself :o)

    Amico frasten io ti stimo per ciò che fai e mantieni per noi, ma raramente transigo quando un uomo non si schiera con gli altri uomini ma con il primo nemico. (@)

  3. @MastroPino: ti capisco benissimo, anche io sono musicista tutt’ora e so bene quanto quella società di mafiosi (leggi SIAE) lucri sulla musica in Italia.

    Quello che volevo sottolineare in questo articolo è che la gente se può fottere il prossimo lo fa sempre e comunque.
    E anche un’offerta di 5 euro (poco, decisamente poco secondo me, come sottolinei tu una decina di euro sarebbe un prezzo onesto per un cd) sarebbe stata corretta, ma il popolo di internet, così abituato alla pirateria e al peer to peer, ha scelto di dare 0 euro.

    È ovvio che allora gli autori si debbano affidare ai mafiosi per sopravvivere, ma la colpa purtroppo è spesso nostra.

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