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Back to Death!

Ieri notte sono morto.

Poteva essere un sogno come tanti altri, ma le sensazioni provate erano fottutamente reali.

Eravamo in tre: io, Savo, ed un altro mio amico che però non ricordo. Nel sogno eravamo dei gangsters, eravamo appena riusciti a far evadere dalla prigione Savo, non ricordo come.

Dovevamo recuperare qualcosa in una casetta semi abbandonata, probabilmente un nostro nascondiglio.

Entro per primo, apro la porta; la stanza ha pareti intonacate grezze, è di piccole dimensioni, sarà larga 3 metri e lunga 4. Sulla parete destra c’è un armadio, non molto alto; mentre lo guardo di sfuggita, un’anta si apre, senza troppa violenza, ne esce un individuo biondo, età sui 30 anni.

Lo guardo con aria interrogativa, lui è tranquillo. Mette la mano destra sotto il giubbotto nero, estrae una pistola, sembra non aver fretta.

Sto a guardarlo qualche secondo, dopodiché mi giro e provo a scappare.

Esplode un colpo, mi sento esplodere la parte sinistra del cranio, ma quasi senza dolore, o quantomeno svanisce in pochissimo: infatti da questo momento alla mia fine passa soltanto un secondo o poco più.

Sento che urlano “Piccy!”, ma io di risposta penso esattamente questo:

“Vabbé, andato.”.

Può far ridere? Forse. Ma in realtà credo che sarebbe esattamente ciò che penserei, in quella situazione, proprio perché non posso farci niente, è finito e basta.

Comunque, dopo lo sparo ho visto tutto nero, probabilmente ho chiuso gli occhi, e sono ovviamente caduto a terra, ho sentito per una frazione di secondo il ruvido del pavimento sulla mia guancia.

Tutto si è svolto in fadeout, sentivo i muscoli rilassarsi, tutti i miei sensi attenuarsi progressivamente, come se ci fosse l’omino addetto al volume che lo abbassa gradualmente.

Fino al nulla.

Staticità. Silenzio. Vuoto. Buio. Oblio.

Sono rimasto così per un tempo indefinibile, e soprattutto senza alcun pensiero. Per questo credo di essere morto per davvero.

Solo grazie ad un rumore esterno mi sono svegliato, probabilmente senza di esso sarei rimasto così per sempre, si sa che i morti non si risvegliano da soli.

E alla domanda “c’è vita oltre la morte?” ora posso finalmente rispondere: no.

Avrei visto qualcosa, la luce, qualche entità aliena, Dio, il verme iena, mille elefantini rosa a forma di Pimpa

E invece il niente.

E come faccio a saperlo? Ne ho le prove. Ci sono stato.